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Un po’ di film (dicembre 2009 – parte 1)

Il 2009 è stato per me un anno un po’ povero dal punto di vista dei film visti. Il lavoro, un trasloco (il fatto che sia  solo 1 in effetti abbassa la media degli ultimi anni) e gli impegni calcistici con il Rapid Sanchez e il Navajo mi hanno tenuto piuttosto lontano dal grande e dal piccolo schermo.

Da circa un mesetto, ho deciso di recuperare sul tempo perduto, andando a ripescare qualche classico che ancora mi mancava, e frugando tra i film usciti negli ultimi anni che mi erano sfuggiti.  Teoricamente senza seguire un filone particolare. Almeno per il momento. Si accettano consigli!

Sulle ali della libertà (F. Darabont, 1994)

Sul web è osannato quasi fosse il miglior film di sempre. A me è sembrato un film discreto, ma non mi ha lasciato entusiasmi particolari. Oggetto misterioso.
Voto: 6

Memento (C. Nolan, 2000)

Niente male. Non un capolavoro, ma sicuramente un bel film. Ho visto la versione DVD, con le scene montate in ordine cronologico lineare. Scoprire che la versione cinematografica mette la scena centrale  (quella che scioglie il nodo della vicenda) in fondo al film mi ha lasciato l’idea di aver visto quella meno avvincente. Consigliato.
Voto: 7

Ip Man (W. Yip 2008)

Non sono un fissato con le arti marziali, ma questa biografia di produzione cinese mi ha esaltato. E’ la storia di Yip Man, maestro di arti marziali che poteva vantare tra i suoi allievi anche un certo signor Bruce Lee. Ottime scene di lotta (ridicolizzano tante boiate occidentali) ma non solo: impressonano anche le scenografie, la storia si sviluppa fluida (ambientata durante l’invasione nipponica del 1937) e anche la recitazione risulta discreta. I know Kung Fu.
Voto: 7

Memories of Murder (B. Joon-ho, 2003)

Probabilmente è il primo film (sud)coreano che vedo e devo dire che il genere, potrebbe anche appassionarmi. Questo piccolo capolavoro basa la sua trama su una serie di omicidi realmente accaduti tra il 1986 e il 1993 che hanno visto coinvolti nell’indagine 300.000 (trecentomila) poliziotti e circa 3.000 sospetti. Vedere per credere.
Voto:

I Soliti Sospetti (B. Singer, 1995)

Sembra incredibile ma ancora non l’avevo visto. Tutta colpa di vecchi amici che, quando uscì il film, mi svelarono la fine prima che lo vedessi. Da quel giorno l’ho sempre evitato temendo di essermi oramai “bruciato” il piacere di questo film. Oggi, recuperata la mancanza, scopro che non è così. Ma è giunto il momento di vendicarmi con il mondo per  tutti questi anni passati a crogiolarmi. L’uomo chiave è lo zoppo (dedicato a chi ancora non l’ha visto – se esiste).
Voto:

(…continua)

09
Jan 2010
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Link da Facebook

Bene, ricomincio a scrivere. Una delle prime cose che mi sono preoccupato di fare, è stato quello di collegare il mio account di Facebook a questo blog, in modo che ad ogni mio nuovo articolo venisse generato un nuovo post su Facebook.

A questo punto, brutta scoperta: in uno degli ultimi aggiornamenti di Facebook hanno cambiato qualcosa. Le note aggiunte tramite RSS non riportano più in alcun modo il link alla fonte originale (in questo caso, il mio blog). La cosa mi sembra abbastanza insensata. A rileggere su Facebook il mio ultimo articolo “Re-Start“, sembro pazzo.

Per fortuna trovo facilmente una soluzione, che necessita di attivare (nel mio caso riesumare) un account su Twitter. Poco male, anzi.

Con questo post, testo il risultato. Se funziona, grazie a Facebook, Twitter ha un utente attivo in più.


UPDATE:
me l’aspettavo, e forse speravo che non accadesse. Su Facebook viene riportato solo il titolo e il link, ma non il testo.  Per il momento, lo terrò così. Qualcuno ha altre soluzioni da consigliarmi?

13
Nov 2009
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Re-start

Ok, sarò anche stato molto impegnato, ma non scrivere nulla dall’11 febbraio, forse è un po’ esagerato.

Da questa sera, si riparte.

13
Nov 2009
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Personal

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Obamometro: Barak Obama manterrà le promesse?

Riuscirà Barak Obama a realizzare tutti i 509 impegni da lui presi in campagna elettorale?

ObameterPer scoprirlo, il St. Pietroburg Times ha realizzato l’Obamometro (Obameter), un termometro politico costruito per misurare a che punto stanno gli impegni presi da Barak durante la campagna elettorale, suddividendoli in promesse mantenute (e non), compromessi presi, situazioni in stallo o con lavori in corso.

Ad oggi, le promesse mantenute sono 7, 18 impegni sono work in progress, un impegno è in fase di stallo mentre un impegno è stato non mantenuto: si tratta dell’impegno di dare la possibilità ai cittadini di visionare e commentare i progetti di legge sul sito della Casa Bianca a partire da cinque giorni prima che questi vengano firmati dal Presidente (solo per le leggi non urgenti). Così non è stato per le prime leggi firmate.

A disposizione dei naviganti, un widget da installare gratuitamente nel proprio sito web per rimanere sempre aggiornati sullo stato dei lavori:

11
Feb 2009
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Dal mondo, Società

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Google Latitude: quando la rete (ir)rompe nella vita reale

Presentato da Google il nuovo servizio Latitude, un sistema per la localizzazione GPS dei cellulari.

Con questo strumento, una volta effettuata l’iscrizione gratuita al servizio attraverso il proprio Google Account, è possibile invitare i propri amici a condividere la loro posizione con Latitude.

Google Latitude in azione

Google Latitude in azione

Da quel momento in poi, potrete vedere direttamente sulle mappe di Google la posizione dei vostri amici e condividere la vostra, in tempo reale.

Penso di non sbagliare nel dire che questo nuovo strumento (era nell’aria che prima o poi sarebbe arrivato), potrebbe davvero rivoluzionare il nostro rapporto con le persone e gli amici che ci circondano.

Provando ad immagine il servizio – ad esempio – in associazione con gli amici della propria rete di Facebook, si aprono scenari completamente nuovi sull’interazione tra la rete e il mondo reale.

Si tratta di una evoluzione tecnologica più che prevedibile, ma che probabilmente avrà un impatto importante nella quotidianità rendendo di fatto più rapido il passaggio da una comunicazione asincrona tra l’online e il mondo reale a favore di un coinvolgimento continuo e costante.

In futuro, probabilmente dimenticheremo espressioni come “sono on-line“, “mi connetto ad internet” etc… perchè quella che oggi noi chiamiamo “rete” sarà sempre più presente nella nostra vita, così come oggi lo è la rete telefonica mobile. Non siamo forse perlopiù sempre “connessi” e disponibili a ricevere chiamate sui nostri cellulari?
Prepariamoci quindi a vivere in un mondo dove l’on-line non esisterà più, poichè perfettamente integrato in tutto ciò che oggi noi identifichiamo come off-line.

Forse sarà il caso di iniziare a dimenticare anche la parola “privacy”, quest’ultima non intesa come diritto inviolabile – spesso violato – verso sconosciuti, ma intesa come sensazione personale di muoversi liberamente senza che vi sia per forza qualcuno (anche se di mia conoscenza)  in grado di individuare dove sono e cosa sto facendo.
Non mi sorprenderei che questo strumento, nelle sue evoluzioni future, possa diventare di normale utilizzo tra marito e moglie, genitori e figli, datore di lavoro e dipendente. La cosa, un po’ mi inquieta… a voi no?

Chiudo segnalando un servizio analogo, Moostrax che presenta feature analoghe e perfino una funzionlità avanzata denominata Geofence in grado avvisare quando un apparecchio entra (e di conseguenza anche quando esce) in un determinato raggio di azione.

UPDATE del 8/2/2009: segnalo Aka-aki un servizio analogo basato sull’incrocio di tecnlogie Wifi, Bluetooth e Gps

Di seguito, il video di presentazione di Google Latitude distribuito da Google Italia:

Google Latitude è una funzione di Google Maps per cellulari supportata sui seguenti dispositivi (lista aggiornata al 7/02/2009 fonte Google Latitude):

  • dispositivi con sistema operativo Android, ad esempio T-Mobile G1 (disponibile a breve)
  • dispositivi iPhone e iPod touch (disponibile a breve)
  • la maggior parte dei dispositivi BlackBerry
  • la maggior parte dei dispositivi Windows Mobile 5.0 e versioni successive
  • la maggior parte dei dispositivi Symbian S60 (smartphone Nokia)
  • numerosi cellulari abilitati Java (J2ME), ad esempio i dispositivi Sony Ericsson (disponibile a breve)
07
Feb 2009
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Media, Web

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Designers Republic chiude i battenti

Che botta! Che altro dire apprendendo dalle pagine di creativereview della chiusura di uno dei più importanti studi grafici del mondo.

tdr

Coca Cola, Orange, Adidas, Sony, Reebok, Dior giusto per citare alcuni dei clienti che, dal 1986, sono passati da questa agenzia che ha avuto una fortissima influenza su tutta la scena web degli ultimi anni e non solo.

La spiegazione di questa chiusura è nelle parole del suo fondatore Ian Anderson che riassume molto serenamente:

Ian Anderson
Ian Anderson

“We’d lost a couple of clients, didn’t win a couple of pitches, got a tax bill which should have been sorted out and wasn’t and a major client who didn’t pay the money they owed us – in themselves any of those things would have been fine but when they come all at once there’s not much you can do.”

Insomma, un paio di clienti persi, qualche gara non vinta, tasse, qualche cliente importante che non ha pagato e salta uno degli studi creativi più importante del mondo. Benvenuti nella crisi.

L’intervista riportata su CreativeReview continua e Anderson fa luce sul fatto che negli ultimi 2-3 anni, l’agenzia era cambiata. Grossi clienti avevano portato progetti stimolanti, ma avevano anche modificato l’organizzazione, allontanandola “da quello che avrebbe dovuto essere”, portandola a lavorare più con gli account manager che non con il lavoro “manuale”.

Un modello, a suo dire, dove è difficile trovare la creatività. In questo tipo di organizzazione Design Republic c’era finita per caso, cercando di soddisfare i propri clienti più grandi. Una lezione importante che probabilmente potrebbe diventare una buona case history per rappresentare cosa non bisogna fare nei momenti di maggior successo.

Per quanto si intraveda nelle parole di Anderson un vago tentativo di dimostrarsi sereno perchè finalmente libero rispetto ad un qualcosa in cui si riconosceva più poco, traspare un evidente rammarico per la fine di un progetto, nato come piccolo studio grafico di provincia, che Ian aveva portato ad essere un punto di  riferimento “cool” per i designer di tutto il mondo.

“The Republic is dead… long live the Republic”

31
Jan 2009
PUBBLICATO DA Alberto
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Dal mondo, Società

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