Articles

Ecofont: il font che rispetta l’ambiente

ecofont_logo_in_website

Si chiama Ecofont, viene dall’Olanda, è gratuito ed è in grado di far risparmiare a chi lo usa fino al 20% di inchiostro. Nelle ultime settimane ne hanno parlato in tanti e in ogni parte del mondo.

La sua caratteristica ecologica (ma anche economica!), si basa su una semplice domanda: quanto posso togliere da una lettera senza perdere la sua leggibilità?

Nasce così quello che gli autori (SPRANQ Creative Communications) definiscono il “font con i buchi”. Stampi meno e risparmi.

Econfont

Econfont in azione

Non fatevi ingannare dal pessimo aspetto di questa immagine! Portando il carattere a 9 o 10 punti, i “buchi” sono quasi impercettibili.

A me e a Raffaele Colleo del team di ClickUtility.it questo progetto è piaciuto così tanto che abbiamo deciso di dare una mano agli sviluppatori aiutandoli nella realizzazione della versione italiana del sito web del progetto.

E’ probabile che non sarà un font a cambiare il mondo. Ma nel mio piccolo, ho cercato di fare la mia parte.

Pubblica l'articolo con:
  • Facebook
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • MySpace
  • Technorati
  • Wikio IT
  • Segnalo
  • Yahoo! Buzz
  • email
  • PDF
  • Print
  • RSS
  • Twitter
24
Jan 2009
PUBBLICATO DA Alberto
NELLA CATEGORIA

Dal mondo, Società

DISCUSSIONE 4 Comments
TAGS

Articles

La distruzione degli Stati Uniti

Gli USA nel 2010 secondo questa teoria

Gli USA nel 2010 secondo questa teoria

Riprendo da Boing-Boing una interessante segnalazione.

Secondo il professore russo Igor Panarin, gli USA sarebbero sull’orlo di un collasso derivato dalla crisi economica, finanziaria e demografica.

A questo collasso seguirebbe una spartizione in aree di influenza come indicato nella cartina.

Il contesto, visto chissà quante volte nelle vostre migliori partite di Risiko, potrebbe diventare realtà. Almeno secondo Panarin, che dichiara tutt’oggi un buon 55%-45% di possibilità che questa profezia (presentata per la prima volta nel 1998) si avveri.

Vero o no, leggendo l’articolo del  The Wall Street Journal, pare che il professore riceva dalle TV russe – anche da quelle più vicino al Cremlino – ampio spazio per divulgare la propria predizione, con grande gioia di un antiamericanismo sempre più crescente in Russia.

Pubblica l'articolo con:
  • Facebook
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • MySpace
  • Technorati
  • Wikio IT
  • Segnalo
  • Yahoo! Buzz
  • email
  • PDF
  • Print
  • RSS
  • Twitter
03
Jan 2009
PUBBLICATO DA Alberto
NELLA CATEGORIA

Dal mondo, Società

DISCUSSIONE 2 Comments