
Dal primo di gennaio 2009 è entrata in vigore la nuova regolamentazione sulla pubblicità.
Sostanzialmente chiarisce che un film o una trasmissione è suddivisibile in parti autonome, purchè queste siano facilmente identificate dal telespettatore grazie a sigle, stacchetti, suoni e altre amenità varie.
In questo caso, l’intervallo fra le due parti del programma, non è compreso nel calcolo utilizzato per determinare la pubblicità consentita.
Prepariamoci pertanto sempre più alla visione di miniprogrammi di dubbia utilità, stacchetti, siglette, meteo, TG e altre improbabili soluzioni pur di riempire l’intervallo di un film e rafforzare la “percezione dell’autonomia delle diverse parti di un programma”.
Prepariamoci anche a trasmissioni sempre più spezzettate (i vari “Aspettando…” etc etc), per raggirare la norma e far passare come intervallo fra due parti autonome quello che altro non è che una interruzione pubblicitaria…
Un primo avvistamento, ieri sera su Rai 3, durante il Padrino parte seconda. Per 2 minuti (tra l’altro con uno strano timer/countdown giallo sovraimpresso) è andata in onda una trasmissione di cui non si ha traccia nemmeno sul sito ufficiale. Mha!
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