Prima del Web Semantico: il Web 1.0 e il Web 2.0
Da oltre 15 anni vivo quotidianamente “la rete”, prima per passione, poi da professionista e ora da imprenditore.
Ricordo la mia prima pagina su GeoCities dedicata al cartone animato Holly e Benji (avevo 14 anni… cosa non darei per recuperare quei 4 file html…), Altavista, Napster, l’avvento di Google fino all’apparizione del Web 2.0 e dei suoi fenomeni da social network come Facebook, Youtube e Twitter.
Se devo pensare ad un privilegio della mia generazione, penso al fatto che quando è nato internet ero ancora nel pieno della mia formazione, giovane ed aperto a scoprire cose nuove, quindi privo di ogni preconcetto o freno; allo stesso tempo ero già abbastanza grande per non perdermi in prima persona, la nascita del web e il suo percorso successivo. Questo vantaggio, mi ha insegnato a concepire Internet e il Web (che non sono la stessa cosa!) come un flusso in costante movimento laddove per ogni “fenomeno del momento” esiste già una kill application pronta a scalzarlo dal trono.
In questi primi post, vorrei introdurre il concetto base dell’imminente futuro a cui è destinato il Web nella sua versione “3.0″: il web semantico.
Per farlo, mi occorre partire dal passato ricordando brevemente le principali caratteristiche delle “versioni” precedenti.
Web 1.0

- Altavista nel 1998
Il Web 1.0, era un insieme di pagine spesso statiche con pochissime funzionalità di interazione fra loro e fra diverse piattaforme. Link tra le pagine, mail, motori di ricerca e poco altro. C’è anche chi nomina Web 1.5 l’avvento delle pagine dinamiche nei siti.
A dire il vero, era anche il periodo de “il web non è una cosa seria“, “è per ragazzini“, “su internet si trovano solo virus e pornografia“.
Ad ogni modo, il cambiamento fu dirompente. Ed oltre a dare un modo immediato per far conoscere a tutto il mondo la propria azienda o i propri interessi, si aprì anche le strada ad innumerevoli applicazioni della rete nei campi più svariati generando più di una rivoluzione in ogni settore.
Basti pensare al commercio e all’azienda dell’informazione per visualizzare la sola punta di un iceberg gigantesco.
Web 2.0
Ciò che è stato invece definito come Web 2.0 (la definizione è più sociologica che non tecnica) è la trasformazione della rete in una più complessa interazione tra siti e utenti, con una rapida esplosione di “social network”.
Parola d’ordine: condivisione. Qualche esempio:
- I siti personali (che richiedevano una certa padronanza tecnologica di base per essere generati) si sono trasformati in blog semplici e adatti anche a neofiti;
- I sistemi di gestione delle informazioni diventano condivisi e globali (un esempio su tutti è Wikipedia)
- Le informazioni pubblicate su di una piattaforma vengono oggi condivise e ripubblicate su aggregatori e rese dispobili per altre piattaforme (si pensi all’uso sempre maggiore dei telefoni cellulari nell’accesso alle informazioni)
- Nascita di Social Network in grado di comunicare anche con altre piattaforme e siti web, composti da persone che condividono conversazioni, files, fotografie ecc.
Molti di questi strumenti, e qualche suggerimento sul loro uso, saranno passati in rassegna nei prossimi post di questo blog.
Verso il Web 3.0
Nei prossimi post cercherò di fare luce sul futuro del web e su come probabilmente cambieranno molte delle nostre abitudini quotidiane con un occhio di riguardo a come si modificherà il mondo della comunicazione e dell’advertising.


I miei film preferiti, li aggiorno 
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Pingback by Notizie dai blog su Web 2.0, la tomba della privacy on 17 March 2010 at 23:00
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Pingback by Notizie dai blog su La realizzazione del Web semantico e del SOA on 23 March 2010 at 12:17
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Pingback by Notizie dai blog su Web 3.0 e la questione del web semantico on 13 May 2010 at 15:00
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